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Patologie provocate dal Citrobacter koseri

News a cura del Team DMD - Specialisti trattamento acqua e trattamento aria

Citrobacter non è sicuramente uno dei generi batterici più noti come patogeno per l’essere umano (come possono esserlo Salmonella ssp. o Escherichia coli), tuttavia alcune specie possono presentare pericoli anche gravi: tra queste la più importante a livello sanitario è sicuramente Citrobacter koseri.

Tipico degli ambienti ospedalieri, colpisce prevalentemente neonati secondo varie modalità e sviluppando diverse patologie, che possono portare a meningiti fatali o con danni permanenti. Secondo uno studio proposto dal “Dipartimento pediatrico dell’Università di medicina del Texas”, C. koseri colpisce principalmente bambini entro i 42 giorni di vita, con un’incidenza ancora più alta per i nati prematuri. Nello studio viene riportato che su 74 casi di meningiti da Citrobacter ben 68 sono causate da C. koseri.

Le modalità conosciute attraverso cui avviene l’infezione nel neonato sono due:

  • Trasmissione verticale del batterio “mother to child” (rara), in cui il patogeno entra in contatto con il feto quando questo è ancora all’interno della placenta, attraverso il sangue della madre (assai più frequente nei casi di infezione in neonati prematuri)
  • Trasmissione “person to person” in cui l’organismo entra in contatto con il batterio dopo la nascita a causa perlopiù di personale ospedaliero già infetto. Questa modalità di trasmissione è sempre più frequente a causa di una rete idrica non sanificata correttamente o di condizione generali di igiene non sufficienti.
Una volta entrato in circolo in neonati generalmente non più vecchi di due mesi, C. koseri si diffonde rapidamente e causa spesso meningiti, secondo un meccanismo non ancora noto con certezza. Inoltre, il 77% dei pazienti sviluppa un ascesso cerebrale che può portare a danni gravi nel lungo termine. Molto più raramente si sviluppano sepsi neonatali.

Il periodo critico per lo sviluppo di patologie gravi è, statisticamente, prima dei 42 giorni di vita, mentre dopo 2 mesi casi di infezioni gravi sono molto rari, grazie allo sviluppo del sistema immunitario del bambino.